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Un ricordo di Mario Serpillo, di Alessandro Pompa (20/07/2020)

Qui di seguito un ricordo del nostro amico Mario Serpillo, stroncato dall'epidemia di coronavirus di quest'anno; il contributo è del nostro Segretario Alessandro Pompa.

 

Primo flash-back. Mario e il “mito” di QT

Prima di "Quattro Torri": Ardea e Pomezia. 1994. 1995. 1996.1997. 

La storia, non solo scacchistica, di Mario si intreccia con le mie cose più intime. Praeterire silentio non possum.

L’inizio pieno di speranze della mia carriera scolastica a Tor S. Lorenzo. Il mio lavoro, la mia vita, la passione per l’insegnamento scoperta grazie agli scacchi. Il mio vivere lì, per un anno, sulla Rocca, in un buchino proprio davanti al Comune con mio nipote Francesco, nel luogo di cui mi ero innamorato e che mi aveva   fatto rinascere come cittadino. La mitica Associazione “Ardeafutura” di Maria Raggioli, coeva della spettacolare “Tyrrhenum” di Gianni Di Spirito e infaticabile incubatrice di tante Associazioni fra le quali noi e l’Ente Palio. I primi vagiti di “Quattro Torri”, nella piccola sede di “Ardeafutura”  in via Furio Camillo.

Con Mario.

Mario Serpillo.

Ci eravamo dati la gioia di portare insieme gli scacchi ai bambini di Ardea, luogo meraviglioso e fatato, più antico di Roma, cantato da Virgilio nella sua Eneide. Io ero il Troiano (Latino, o meglio ‘Romano de Roma’); lui il Rutulo, di Aprilia: Enea e Turno insieme sulla scacchiera, oltre 3.000 anni dopo.

Erano gli anni ’95  e ’96 in cui, a Pomezia, le quattro quarte della Scuola Elementare “S. Giovanni Bosco” giocavano l’“Immortale” e la “Sempreverde” in piazza Indipendenza: uno spettacolo riproposto per mesi da TelePontina. Con la “Tyrrhenum”, si affrontavano invece sulla scacchiera gigante, come pezzi “viventi”, anche esperti giocatori di scacchi, tra i quali anche il giovane Maestro FIDE di Latina Massimiliano Lucaroni, poi Presidente del Collegio dei Revisori della nostra Federazione. Era l’eterna partita fra Rutuli e Troiani, e gli scacchisti rappresentavano i “pezzi” di Ardea e Lavinium a seconda della loro residenza.

Un passo indietro (Ardea è più antica di Roma!)… 

Anno di grazia 1994. Organizziamo in piazza Mazzini un eccezionale mega-torneo di scacchi con oltre 40 giocatori (fra le quali Gianni Spaziani, che mi diede matto!), 30 dei quali bambini. Stiamo parlando del “1° Trofeo del Re di Ardea”, pezzo antichissimo trovato nel 1953 dall’archeologo svedese Arvid Andrèn proprio nel giardino della scuola elementare che è stata la mia prima Direzione Didattica: il pezzo forse più antico al mondo, custodito oggi presso l’Accademia di Svezia a Roma. In premio spettacolari Re dorati, argentati e bronzati. Ed è lo splendido esordio di Bruno Daccomi, nostro futuro Presidente: col suo furgone, le tovaglie, i cavalletti, le palanche... Ci conosciamo da  appena un anno, dai corsi di scacchi in Biblioteca voluti dal Presidente della Lega Scacchi UISP Mario (Albano) a Pomezia nel 1993.

Un passo avanti! 1996: partono ad “Ardeafutura” i primi corsi junior di scacchi presso “Ardeafutura”, parenti stretti dei primi corsi alla Biblioteca di Pomezia chiesti da Mario anche per alcuni suoi ax alunni della ”Cagliero”, i fratellini Filosa. Vengono ad Ardea, da Tor S. Lorenzo, pure le mie entusiaste colleghe Silvana Muzi e Anna Roma Chiarello, coi figli, e tante mamme, papà ed altre colleghe con i loro pargoli. Insegnavo lì, d’altronde… Una nidiata incredibile, in un fazzoletto!

Se la sua Anna  - mia cara amica -  lavorava, Mario, 33enne (un anno meno di me) portava con sé da Aprilia tre meravigliosi “cuccioli” di 4, 5 e 7 anni: Gabriele, Dario e Vincenzo, i loro figli. Pur di aiutarmi e di essermi accanto, era riuscito ad insegnare anche a loro! Prima di portarli al…“Circolo”, probabilmente, per guadagnare “tempi” preziosi, da bravo e talentuoso scacchista qual era.

Io di bambini ne avevo già allevati due, “ragazzi” del ’77 e del ’79, vittime anch’essi della mia passione scacchistica: i miei fratellini non germani V. e P., rimasti senza A., la mamma, per accudire i quali avevo dovuto lasciare G., mia madre. In più, da due anni avevo in affidamento il tredicenne F., figlio di L., mia sorella e gemella di N., che aveva già fiutato l’aria per tempo, andando a trovarsi casa e lavoro già a 20 anni.

La loro storia è diversa. V. non ce l’ha fatta ed è scomparso nel 2013. F. nel 2006 è andato lontano, a rifarsi una vita. La mamma, un anno meno di me come Mario, è scomparsa nel 2015. Pier, ancora piccolo, non ha fatto in tempo a ricordare il volto della mamma ed ora vive da artista di teatro in Danimarca. Splendido quarantene (così si è auto-definito su Facebook, vittima anche dei giochi di parole bevuti al posto del latte materno) gioca ancora on line a scacchi e ha avuto due splendidi bimbi dalla sua Barbara: Emile e Margot, tre anni in due.

E tutti loro sono legati ai due… Mari, lo sappiano o no.

Tre a tre, quindi, io e Mario (Serpillo). In due, sei maschi e 66 anni.

Complici di “tirocinio” educativo e (semi)genitoriale, ma con la “differenza anni” che mi dava ragione: avevo infatti iniziato i miei “lavori forzati” addirittura appena prima della mia maturità classica.  Quasi come quel monellaccio di mio padre, di cui non potevo neppure lontanamente sognarmi di imitare le gesta…  Accortosi che mia nonna Lidia, non fidandosi, si era ‘intortata’ la Commissione d’Esame, si era fatto bocciare di proposito alla maturità, spiegando loro più o meno che Colombo  non aveva affatto scoperto l’America, ma aveva accettato “caravelle” dalle sconosciute. Mi aveva avuto ben otto giorni dopo un matrimonio rigorosamente ecclesiastico voluto dai genitori ed officiato da un certo Monsignor Casaroli, Segretario di Stato Vaticano... Lui, che si è poi fatto esonerare dal servizio militare perché a 20 anni aveva già concepito tre figli! Mariuolo, ma nel vero senso della parola.  Altro che Mario! E che je racconti, a uno come questo?!? Da Guinness!

Soltanto pallidamente figlio di cotanta “scuola”, avevo ereditato dal 1981 metà dei suoi figli: i già citati miei fratellini di secondo letto, Valeriano e Pierangelo. Potevo dunque addirittura permettermi di dare l’ “esempio” anche al  precocissimo Mario! Da esperto compagno di avventure educative quale ero, lo guardavo dall’alto in basso, forte della mia esperienza proto-pedagogica ormai ultradecennale, del mio essere diventato docente di fresco e soprattutto del mio misero 1.62 di altezza. Ma Mario sapeva tutto di me e la sua superiorità “posizionale” era schiacciante. E’ stato lui a darmi forza, a trasmettermi la sua pazienza e serenità proprio nel momento più luminoso e difficile della mia vita; e non saprò mai se e quanto se ne sia accorto. Era lui il mio  ideale, il mio punto di riferimento. E’ stato lui, con il suo esempio, a permettermi di salvare il salvabile.

Ci dividevamo strategicamente gli alunni: io i suoi figli, più qualcun altro; lui, tutti gli altri. Un vero e proprio “patto leonino”! Con i bambini aveva una dolcezza  infinita. Quando sorrideva, spessissimo, me ne accorgevo a fatica e solo col binocolo… Ma era un mio problema. Genetico!

E’ stato con lui che sono davvero diventato “papà”.

Secondo (ultimo) flash-back

2020. Sabato 23 febbraio. Vent’anni dopo.

Prime lontane avvisaglie del Covid. Dolorosamente vicine.

Associazione “Virtual Life” di Aprilia. Capito inaspettato, col bus diretto a Nettuno che ferma lì a pochi passi. Davide Specchio, giovane fratello del Presidente Alessandro che mette in gioco con lui giovani intelligenze “virtuali” apriliane, mi accoglie col grande sorriso di chi non vede un amico da secoli, nonostante la grande differenza di età.

Il corso delle 15.30 sta per iniziare. Cominciamo a scherzare. Alcuni bimbi che arrivano mi riconoscono. Giunge anche il loro Maestro Salvatore Tramacere, grande amico di Elio Troìa, il grande Maestro di scacchi per corrispondenza ASIGC e ASIAS scomparso nel 2017.

Ci abbracciamo. Organizziamo i piccoli e i grandi. Iniziamo insieme, felici.

Più inaspettato di tutti, arriva Mario!

L’Iniziatore di tutto. Il Giocatore. Il Papà. Il Dirigente che affiancò il grande Leonardo Lumia e il glorioso circolo “Bobby Fischer” di Aprilia. Il Maestro di Marco Parpinel, Cristiano Parmeggiani e Matteo Troìa, vincitore di Festival FSI a 13 anni e ventenne neo-Presidente ASIAS. Colui che aveva donato gli scacchi ai bambini di strada di Ardea, Pomezia e Aprilia. Il Maestro dei Maestri.

Inizia la festa. Lo ammiriamo alle prese con i ragazzi. Anche Davide si tuffa fra noi. E’ uno spettacolo. Non stavamo insieme così da quando ci vedevamo al Caffè Latino ad ammirare le partite di Elio.  Il giorno dopo Mario avrebbe giocato nel Campionato a Squadre. Con Salvatore, prepariamo tutti insieme quello che sarebbe stato il suo ultimo incontro. Me lo racconterà Salvatore stesso: una patta miracolosa, senza la Donna per quasi tutta una partita che alla fine era incredibilmente valsa il successo. Con soli tre giocatori schierati da Aprilia e gli amici QT di Colleferro rimasti di stucco per l’incredibile esito finale!

Che scherzo meraviglioso, quale regalo ci ha preparato il destino a farci ritrovare così, appena in tempo…E’ stata l’ultima volta che ci siamo visti. Ed eravamo rimasti “bambini”, a distanza di un quarto di secolo.

Ti sei ammalato di Covid pochissimo dopo. Al lavoro, sul campo. Sei volato via a 57 anni, tre mesi fa, il 20 Aprile, dopo una terribile partita durata quasi due mesi. Lunga una vita

Il miracolo non si è ripetuto. Ma c’era già stato. Eri tu.

 

Grazie, Mario. Non ti dimenticheremo mai.

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